Placet al testamento biologico

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Alessandria  all’avanguardia con l’approvazione della mozione presentata in Consiglio Comunale dal Movimento 5 Stelle

Sarà possibile delegare a un fiduciario le proprie volontà

bertaFinita sotto i riflettori della cronaca nazionale per il dissesto e le problematiche ad esso correlate, la città di Alessandria ha dimostrato di poter far parlare di sé anche per qualcosa di positivo. In data 4 settembre infatti, con l’approvazione della mozione a firma di Domenico Di Filippo, del Movimento 5 Stelle, riguardante il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, comunemente noto con il nome di “testamento biologico”, Alessandria si è proposta come città italiana all’avanguardia per l’introduzione di questo importante diritto civile, riconosciuto da anni in molti altri paesi europei. Con essa, si dà la possibilità di indicare un fiduciario che decida il trattamento sanitario da riservare al testatore nel caso in cui questi si trovi nelle condizioni di non poter decidere per sé a causa di malattia o grave incidente. È ancora presto, però, per cantare vittoria, in quanto, come ricordato dal sindaco Rita Rossa, “gli enti locali possono essere di sprono e hanno un ruolo propositivo sull’argomento, occorre però una cornice legislativa adeguata in modo che ci sia l’esegibilità di questi diritti”. È innegabile, comunque, che sia stato fatto un grosso passo avanti, dimostrazione del fatto che, seppur a fatica, anche in Italia si sta insinuando nelle istituzioni una sensibilità di tipo laico ed europeo nell’affrontare temi da sempre considerati delicati.
Ad Alessandria c’è un’associazione che dal 1990 si occupa di diritti dei disabili a 360° e che in questi anni ha fatto molto per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Stiamo parlando di
“Associazione Idea”, che si trova in via Arturo Toscanini n°6. Abbiamo incontrato Paolo Berta, uno dei soci fondatori, eletto in consiglio comunale tra le fila del Partito Democratico, che da ormai 30 anni convive con la sua condizione di disabilità. Berta ci ha raccontato delle battaglie portate avanti e dei risultati ottenuti durante questi 23 anni, presentando un bilancio “straordinariamente positivo, anche se c’è ancora molto da fare”.
“La nostra associazione è nata da un’idea mia e di Oreste Corsi, amico rimasto paralizzato ad un braccio e ad una gamba a seguito di un ictus, mancato due anni fa”, ci spiega il consigliere Berta. “Decidemmo di impegnarci in prima persona poiché rilevammo che tutte le associazioni di questo tipo avevano consigli direttivi in cui erano assenti persone con disabilità. Partimmo che eravamo in nove, adesso il nostro gruppo conta 100 persone, di cui 50 sono disabili e altre 50 sono soci volontari. Il nostro obbiettivo è quello di dare una motivazione a disabili ed anziani della zona e creare un punto di aggregazione; ogni anno organizziamo le cene di Capodanno, Natale e Ferragosto, festività durante le quali chi è solo pensa veramente al suicidio, oltre a manifestazioni come il Memoriale Ernesto Cima e lo Speciale Days di San Salvatore che servono ad autofinanziarci. Durante questi anni, tra le altre cose, ci siamo battuti per garantire l’accessibilità dei disabili sui mezzi pubblici e l’abbattimento delle barriere architettoniche, con risultati eccezionali, anche se la strada da percorrere è ancora lunga”.
Tornando a parlare di Testamento Biologico, cosa si sente di dire a chi è contrario?
“Chi ne ostacola l’introduzione, non si rende conto di quanto si può stare male in certe condizioni. Se volete capire qualcosa in più, vi invito a sdraiarvi nel letto, nella posizione più comoda in cui vi possiate mettere, e contare per quanti minuti riuscite a resistere senza poter muovere un muscolo. Immaginate poi di dover trascorrere il resto della vita in quel modo. Noi disabili facciamo di tutto per vivere, non ci basta sopravvivere, questa società ci vorrebbe malati a vita. Se in Italia non si è ancora legiferato in materia, il Vaticano ha la sua responsabilità. Io sono credente, ma penso che la fede debba essere una cosa individuale, il Papa deve parlare alle coscienze, non dettare la linea politica di uno Stato. D’altro canto, in Italia abbiamo una legge splendida per l’inserimento dei disabili nelle scuole, così si insegna ai più piccoli che un bambino che non può correre o giocare ha una testa pensante che magari funziona meglio di altre, occorre portare avanti questa linea per affrontare tutti i temi inerenti alla disabilità”.

Marcello Rossi

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