Perplessità della sinistra sul bando europeo delle Terme

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Le terme, il probabile fulcro economico della città, saranno presto gestite da grandi gruppi del settore. Il bando internazionale è quasi pronto grazie alle sinergie di Regione Piemonte, Comune di Acqui Terme che in questi giorni e forse per la prima volta, hanno trovato l’intesa. Sul piatto c’è il futuro della città, 500 posti di lavoro ed un investimento di oltre 20 milioni di euro. Negli anni la struttura termale acquese si è rivalutata grazie al Lago delle sorgenti, fiore all’occhiello del Nord Italia ma, Terme di Acqui s.p.a. ha contratto un forte debito. L’esposizione finanziaria potrebbe essere ridotta grazie all’intervento di privati che – a parer del sindaco di Acqui – sono pronti ad acquisire il complesso termale. “Ho chiesto maggiori garanzie sulle persone, sul lavoro e sulle fideiussioni da inserire nel bando” sottolinea Enrico Bertero. Si parla di assumere dei manager e professionisti esperti nella gestione, di mantenere i lavoratori attualmente occupati e di avere maggior garanzie sugli investitori che dovranno disporre di ulteriori capitali come pegno in caso di successive problematiche economiche.
Regione e Comune detengono le quote principali e sono garanti della società termale mentre in caso di affidamenti a privati, solo questi saranno responsabili a livello economico della gestione termale. Mentre si attende nei prossimi 15 giorni l’uscita del bando, la sinistra acquese lamenta la scarsità d’informazione e trasparenza sul procedimento in atto. In particolare, forti preoccupazioni arrivano dal sindacato Filcams-Cgil che vede nelle terme “la fine di un declino che rischia di essere fatale ed irreversibile. In merito al bando nessuno è stato messo a conoscenza né del progetto, né dell’eventuale piano industriale della società. La mera assegnazione delle Terme non risolverà nessun problema”.

Giampi Grey

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