Paralisi tribunali

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Alla Conferenza Nazionale degli Avvocati la protesta dei principi del foro acquesi

Dopo l’ultima manifestazione si è deciso di riutilizzare alcune aule

Ad oltre tre mesi dall’entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria, si cerca di capire se c’è un vero risparmio nei conti con un servizio sempre soddisfacente. Le geografia giudiziaria è stata completamente rivista con la soppressione di quasi 1.000 uffici giudiziari (30 tribunali, altrettante procure, 227 sezioni distaccate e 667 uffici del giudice di pace). In Piemonte i tagli sono stati eclatanti ed anche la città di Acqui ha perso il suo tribunale di costruzione recente, costato 4 milioni di euro. Per ora si assiste ad un periodo transitorio, con attività paralizzate in alcuni uffici, che si traduce spesso in congelamenti dei ruoli, ed in rinvii generalizzati, sovente superiori all’anno, anche di processi (soprattutto civili) ormai conclusi, che attendevano solo di essere decisi. L’Organismo Unitario Avvocatura Italiana giudica negativamente questa norma, che si presta ad interventi a pioggia, non sistematici e non razionali, e che reintroduce il pericoloso principio della Giustizia legata al censo e alle possibilità economiche degli Enti Locali, già introdotta nel caso dei Giudici di Pace e che serve tra l’altro a mascherare gli effettivi costi di attuazione della riforma. Particolarmente significativa la critica arrivata dalla VIII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, che si è svolta a Napoli, dal 16 al 18 gennaio. Nell’ambito dei lavori era stata costituita un’apposita commissione relativa a detta problematica, alla quale hanno dato il loro apporto gli acquesi l’avvocato Piero Piroddi (presidente del locale Ordine Forense, che sopravviverà fino al 31/12/2014), avvocato Andrea Ferrua, consigliere dell’Ordine, e l’avvocato Paolo Ponzio, delegato dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura per il distretto del Piemonte e della Valle D’Aosta. “Ancora una volta hanno vinto i poteri forti – ha commentato l’avv. P. Piroddi – ma continueremo la nostra battaglia in tutte le sedi, senza arrenderci; ci rivolgeremo nuovamente alla Consulta ed eventualmente alla Corte di Giustizia Europea”. Inoltre, l’Avvocatura riproporrà ricorso alla Corte Costituzionale per far valere i vizi di legittimità della legge di riforma. “Purtroppo – ha aggiunto l’avv. Ponzio – temo che il Ministero della Giustizia non tenga in minimo conto il grido di dolore che si è levato da ogni parte d’Italia, coinvolgendo Fori grandi e piccoli, che stanno assistendo al rapido dissolvimento della giurisdizione, e pregiudicando gravemente coloro che intendono far valere i loro diritti”. “Per lo svolgimento delle prime udienze per i procedimenti già pendenti al Tribunale di Acqui e per lo svolgimento dei procedimenti penali monocratici di Acqui, Alessandria e Tortona, il presidente del Tribunale di Alessandria – si apprende da alcune dichiarazioni delle Istituzioni locali – ha deciso di utilizzare i locali dell’ex tribunale di Acqui di piazza San Guido”.

Giampi Grey

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Il silenzio assordante di ciò che non c’è più

Giornate con il tempo che non trascorre mai, dove tutto non ha più senso.
Tempi duri, anzi bui all’ex Tribunale di Acqui, una struttura ormai fantasma con uffici vuoti e svuotati dalla loro funzione. Cerco di capire cosa significa la parola “ex”, un qualcosa che è stato e non ci sarà più, un qualcosa che aveva un senso ed ora non lo ha più.
Quando ero piccolino accompagnavo mio padre, ex avvocato in pensione, per aiutarlo in alcune pratiche.
Notavo code, gente che rincorreva gli addetti dei giudici, segreterie affannate.
Ora tutto giace, entro dalla stessa porta di quel palazzo e non c’è più nessuno, forse l’impresa di pulizia. Che tristezza, e pensare che quella struttura era stata creata dieci anni fa. Ad Acqui ora ci sono due ex tribunali di cui uno ospita alloggi, magari l’altro potrà essere trasformato in una scuola. Quanto denaro pubblico sprecato, quanta giustizia umiliata.

Giampi Grey

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