No Tav e amianto

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Scienza e battaglie per bloccare un’opera da tempo discussa

Esempi di morti e malattie vengono dal recente passato

La scienza e l’emozione. I dati e i ricordi. Gli studi e le battaglie. Il movimento di opposizione alla realizzazione del Terzo Valico dei Giovi combina questi aspetti diversi ma complementari della realtà per conseguire un solo fine: bloccare la realizzazione di un’opera tanto discussa da altrettanto tempo.
All’assemblea tenuta il 27 settembre a Spinetta Marengo dai comitati No Tav Terzo Valico di Alessandria e della Fraschetta, l’ingegner Francesco De Milato ha parlato dell’amianto. Un minerale poroso di origine secondaria con una struttura a mo’ di vena o fiore, in grado di infiltrarsi nelle insenature del terreno (il che ne rende difficile l’ubicazione). Resistente al fuoco e di consistenza fibrosa, facilmente inalabile. Il periodo di latenza può durare 15-45 anni, le conseguenze ormai sono note: asbestosi e mesotelioma della pleura. Non esiste una normativa specifica per lo scavo di gallerie con presenza di amianto: ben 6 leggi si sono susseguite dal 1992 al 2006 per coprire questo buco legislativo.
L’amianto sul tracciato del Terzo Valico c’è. Lo dimostrano, dice De Milato, diversi studi: un documento di Legambiente Piemonte e dell’Università degli Studi di Genova sulla ex cava Cementir presente sul monte Bruzeta (2005), il volume dell’Arpa Piemonte “Amianto naturale in Piemonte” con un inquadramento geologico della zona Sestri-Voltaggio e la ricostruzione della presenza del minerale mediante i permessi di ricerca e le concessioni minerarie degli anni ’40-’50 (2008), il documento del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria “Carta delle «pietre verdi» di cui alla DGR n°859/2008 – Criteri per la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo” (2008), lo studio d’impatto ambientale Enel Snam Rete Gas per il “potenziamento del metanodotto Gavi-Pietra Cavezzana” e la “dismissione del metanodotto Cortemaggiore-Genova sulla tratta Novi Ligure-Pietra Cavezzana” (2011) e lo studio di Enel Green Power sul Monte Porale per un progetto d’impianto eolico (2011). Il Cociv, il general contractor dell’opera, ha sempre ritenuto “non significativa” la presenza dell’amianto lungo il tracciato ma non ha mai divulgato i dati di uno studio commissionato al CNR, a causa di un vincolo di riservatezza iscritto nel contratto stipulato tra Cociv e CNR, come ammesso dal relatore dello studio stesso, rag. Iabichino.
Tuttavia, nella Relazione Generale Illustrativa del Progetto Definitivo (2005), Cociv ammette la presenza di amianto sul Passo della Bocchetta, attraversato in pieno dal tracciato della linea. De Milato ha terminato l’intervento ricordando i numerosi punti oscuri riguardanti questo lato della vicenda Terzo Valico: non c’è una gestione chiara del possibile rischio di diffusione delle fibre, non sono noti i protocolli di sicurezza, non si conosce l’estensione in metri cubi dell’amianto, chi controllerà la filiera e quali saranno i costi. L’amianto a Casale c’è stato e ancora oggi se ne pagano gli effetti. Diego e Luca Cavallero fanno parte dell’Associazione Voci della Memoria di Casale Monferrato. Hanno raccontato la storia della loro città alle prese con il mostro dell’Eternit, la fabbrica che ha fatto ammalare e morire 1800 persone (accertate dal processo). Ogni anno si verificano altri nuovi 50-60 casi, l’età media si abbassa sempre di più e ogni legame con la fabbrica si è perso: si tratta ormai di un disastro ambientale esteso. La battaglia condotta dai cittadini casalesi ha restituito dignità a una “città umiliata” e ha ristabilito la giustizia, anche se i responsabili non hanno ancora pagato né con il carcere né con i dovuti risarcimenti alle vittime (a lungo spiate e blandite con accordi di risarcimento dagli stessi imputati). Sia Diego sia Luca hanno offerto l’appoggio dell’associazione all’attività di opposizione dei comitati No Tav Terzo Valico.
In conclusione, Claudio Lombardi, assessore all’Ambiente di Alessandria, ha voluto rievocare la storia di questo progetto e ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione al passaggio dei camion qualora dovessero contenere amianto e altre sostanze pericolose dai cantieri.

Stefano Summa

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