Need you: salvati 40mila bimbi

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Il presidente Adriano Assandri racconta: “Quel bambino che dormiva davanti ad una banca di Rio mi spinse al volontariato”

Al via il progetto-scuola in Congo per 319 scolari

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Tutto iniziò negli anni ’80, davanti all’ingresso di una banca di Rio de Janerio, in Brasile, quando vidi un bambino che dormiva rannicchiato. Aveva all’incirca 8 anni, era biondo, i capelli ricci e gli occhi azzurri. Quel bambino era uguale a mio fratello!”.
A raccontarci la sua storia, la storia di centinaia di volontari e di migliaia di bambini salvati da morte sicura è Adriano Assandri, presidente dell’associazione Need You, con sede ad Acqui Terme. Quell’episodio rimasto vivo più che mai, diede la spinta ad Assandri ad operare nel sociale, a favore dei bambini abbandonati e delle famiglie costrette a scappare dalle guerre e dalla miseria. Poi, “grazie all’incontro con il Dott. Santero, ho avuto la possibilità di conoscere la Fondazione Don Orione e le sue Comunità in Costa D’Avorio e in Brasile e di sostenere i loro progetti per poter dare ai bambini la possibilità di vivere una vita diversa. Una vita migliore”. Poco dopo, prese vita la Need You Onlus con un gruppo di amici per potere sinergicamente aiutare i bambini di molte comunità e missioni sparse in tutto il mondo, collaborando con fondazioni e congregazioni quali Don Orione, San Vincenzo e Francescani. “E da allora abbiamo aiutato circa 40.000 bambini in Brasile, Uruguay, Argentina, Messico, Costa D’Avorio, Burkina Faso, Eritrea, R.D. Congo, Burundi, Mozambico, Madagascar, Albania, Polonia, Romania, Italia, Filippine, Pakistan, India, Mongolia, Rwanda, senza sosta.”
Tra i più recenti progetti dell’associazione acquese, la realizzazione di una struttura scolastica per bambini in Congo, in collaborazione con le Suore Francescane del Monte di Genova. “A settembre dell’anno scorso con Don Giuseppe Piana, Parroco di Cassine (AL), e il dottor Maurizio Molan, ci siamo recati nella città di Bukavu, dove vivono attualmente 2 milioni di persone – spiega l’architetto Giorgio Olivieri, uno dei responsabili dell’associazione -. Molte famiglie scelgono di vivere in questo luogo anche nelle condizioni peggiori, pur di scappare dalle campagne, territorio dei ribelli che stuprano donne e bambine e ammazzano senza ritegno”.
E così, il gruppetto di volontari in compagnia di suor Scolastica ha visitato un quartiere della città dove circa 1000 persone vivono in 1000 metri quadrati, con un solo rubinetto e due “toilette”. Sotto un capannone si sono suddivisi gli spazi in cui vivere, al riparo di semplici tende, cartoni, teloni cerati. Al centro della tendopoli non vi è luce con il rischio evidente di calpestare qualcosa o qualcuno. “Le persone che vi dimorano ci raccontano che, quando piove, l’acqua emerge dal sottosuolo e tutti sono costretti a rialzare i letti e le pentole e far dormire i bambini sulle sedie o sulle panche, poiché il fabbricato si trova a ridosso di una scarpata dove si riversa l’acqua piovana dell’intera collina, comprese le fogne a cielo aperto e l’immondizia” ricorda ancora Olivieri.
La vita quotidiana è vissuta a ridosso di fogne a cielo aperto, dove si dorme, si mangia e si cucina ammassati; in quegli stessi spazi, i bambini giocano, vanno a scuola e, alla domenica, si recano a messa. “Una situazione senza senso e, nonostante l’esperienza di anni ed anni passati tra questa gente, non abbiamo mai visto tanta miseria” affermano Molan, Olivieri e Piana. Perciò, la Need You, si è subito resa partecipe al progetto che prevede la costruzione su di un terreno di oltre 3 chilometri quadrati, concesso in forma gratuita dal Governatore della zona, di 6 mega aule, una segreteria, una direzione, un refettorio, una cucina, un magazzino, un edificio contenente dieci bagni con docce e lavelli, una pagoda circolare di 10 metri circa aperta con tetto di paglia dove far giocare i bambini quando piove o per ripararsi dal sole, un deposito attrezzi ed infine la creazione di una piccola spiaggia con posto barca per effettuare la pesca.
Prima, però, è necessaria la sistemazione della rete fognaria attraverso la realizzazione delle fognature con pozzi perdenti e drenanti, la realizzazione degli scavi per l’approvvigionamento dell’acqua con la conduttura dall’acquedotto, il trasporto di ghiaia per eliminare fango e creare camminamenti. Attualmente i lavori sono partiti, grazie anche al contributo degli enti locali congolesi, mediante la recinzione in legno del terreno individuato e la costruzione del magazzino che funzionerà sia come deposito attrezzi, sia come luogo di carpenteria. “Finora abbiamo realizzato un edificio con due aule dove possiamo già accogliere circa 300 bambini al giorno per fornire loro un pasto caldo e nutriente e per dare loro un’assistenza medica. Nel frattempo stiamo realizzando il secondo edifico sempre predisposto per due aule e i servizi igienici con circa 8 wc e docce”. L’intento fondamentale è quello di portare i 319 bambini in scuole idonee, in cui possano studiare e giocare in ambienti sani e accoglienti.
Le Suore Francescane del Monte di Genova si assumeranno ogni responsabilità nel seguire i lavori di realizzazione della scuola e, successivamente, di coordinamento della stessa, attraverso le molteplici attività che vi si articoleranno, facendosi così loro stesse garanti del personale docente prescelto e assicurando altresì istruzione, cure, pasti e assistenza a tutti i bambini che la frequenteranno.

Giampy Grey

 

Ci sono molti modi per dare supporto a questo progetto: fare una donazione, diventare socio della Onlus, partecipare alla raccolta dei beni umanitari, organizzare eventi o lotterie per raccogliere fondi, aderire all’iniziativa del  5XMille o diventare volontario Need You; per informazione telefono 0144 328834, mail info@needyou.it oppure www.needyou.it.

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