Liquidazione Aspal

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Trenta dipendenti in ferie forzate e ancora in attesa di una risposta concreta per ripartire: questa è la situazione di Aspal, l’azienda partecipata del Comune messa in liquidazione qualche settimana fa, e senza la quale Alessandria ha perso numerosi servizi di pubblica utilità, quali l’Informagiovani, il Teatro e la Ludoteca. La situazione ha portato i lavoratori a scendere in piazza per manifestare ad oltranza, e nessuno sembra intenzionato a mollare, tanto che è stata annunciata la volontà di occupare alcuni uffici comunali.
Abbiamo incontrato alcuni dipendenti fuori dalla sede dell’Informagiovani di Via Guasco, intenti a bloccare il traffico in segno di protesta. Rosario Trupia, rappresentate di R.S.A. e Uil, ci spiega che l’amministrazione comunale, ad oggi, ha dimostrato di non avere avuto ancora la volontà politica di salvare l’azienda, nonostante i dipendenti e le parti sociali abbiano presentato due piani industriali.
Il primo, presentato a dicembre, proponeva una riduzione delle paghe per i dipendenti, una revisione delle mansioni, ed un taglio dei costi. “Ci siamo anche offerti di fare pulizia noi dei locali e degli uffici, per eliminare delle spese”, ci spiega Trupia. Il secondo piano industriale proponeva un fusione con l’azienda Costruire Insieme, “creata in un momento in cui non si poteva fare e quindi illegittima, in quanto la situazione di dissesto lo impedisce”, utilizzando la partita IVA di Aspal e legittimando così anche l’altra partecipata.
“Il Comune ha detto di voler tenere in considerazione le nostre proposte, senza però aver mai neanche convocato le parti sociali”, ha spiegato Trupia. “Inoltre, parte dei proventi che arrivano da multe e sanzioni, per legge devono essere destinati ai servizi, ma per Aspal non è stato usato un centesimo. Poi, mentre noi ci diminuivamo lo stipendio, i dirigenti continuano a guadagnare 130 mila euro all’anno, senza pensare di rivedere le loro retribuzioni”. Dopo le continue proteste dei dipendenti, il Comune ha comunque annunciato che nei prossimi giorni verranno riviste anche i compensi dei dirigenti.
Maura Settimo, segretaria della Uil, ha aggiunto: “vogliamo solidarietà da parte dei dirigenti, non dei lavoratori. Con una tassazione alle stelle a causa del dissesto, e quindi con maggiori entrate per il Comune, come mai si tolgono i servizi ai cittadini?”
Per quanto riguarda le altre partecipate, anche loro non se la passano meglio. Allo sciopero di venerdì 8 febbraio, hanno infatti preso parte anche i lavoratori di Atm e Amiu. Entrambe le partecipate hanno un parco macchine che funziona a metà, autobus o camionette per la raccolta dei rifiuti che siano, non possono essere riparati per mancanza di soldi, i fornitori hanno smesso di fare credito, e i pochi mezzi che funzionano sono spesse volte a secco di benzina.
Un dipendente dell’Amiu ci ha raccontato che, siccome manca il carburante, non possono essere utilizzati neanche i soffiatori per la rimozione del fogliame, e che quindi occorre operare manualmente utilizzando le scope.
Mentre era in corso la manifestazione organizzata durante quella giornata di sciopero, alcuni dipendenti ci hanno raccontato di aver cercato anche in quell’occasione di essere ascoltati da Rita Rossa, che però, a quanto pare, era impegnata in un colloquio con la nuova dirigenza dell’Alessandria Calcio. La cosa ovviamente ha fatto rimanere perplessi i presenti. “Il sindaco dovrebbe rivedere le sue priorità”, hanno detto in molti, “è saggio mettere prima il calcio rispetto ai lavoratori e ai servizi che offrono alla città le partecipate?”.
Aggiornamenti riguardo la vicenda potrebbero arrivare per la giornata di lunedì 18, data in cui il nostro giornale va in stampa e durante la quale era previsto uno sciopero dei dipendenti di tutte le partecipate, ma revocato successivamente in quanto l’amministrazione comunale ha annunciato di voler incontrare i lavoratori per discutere finalmente la riorganizzazione delle aziende.

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