Le proteste degli sfrattati nella sede del Pd

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Occupazione simbolica per ricordare al sindaco Rita Rossa i cavalli di battaglia che ha montato nella sua competizione elettorale

Mattia Fooladi: “La casa era, resta e sarà un diritto per tutti. Noi abbiamo l’obbligo sociale di aiutare”

Il 22 gennaio scorso è stata occupata la sede del Partito Democratico a seguito di un’azione dimostrativa da parte dei volontari del Movimento per la Casa, che sopperisce all’emergenza abitativa che interessa ogni anno più famiglie. Ma perché proprio la sede del PD ?
Per fare luce sulle presunte ombre della campagna elettorale di Rita Rossa: nel 2011 l’attuale sindaco lanciava la sfida a Fabbio, appoggiata tra gli altri dagli imprenditori Capra. Durante la campagna elettorale, la Cassa di Risparmio elargì un fondo per le famiglie in difficoltà della Rete Sociale per la Casa, e la Rossa girò il fondo al gruppo Capra, che mise a disposizione alcuni alloggi disabitati, che sarebbero stati affittati alle famiglie ad un canone equo, compensato dai fondi della Cassa.
Circa un anno dopo questo contratto di grande valore sociale, si è evitata la strada a famiglie con figli a carico, il fondo della Cassa di Risparmio è finito ed il sindaco non sembra più interessato a trovare una reale soluzione, curiosa anche la posizione del coordinatore Massimo Brina, coordinatore provinciale del PD e avvocato delegato agli sfratti.
Di seguito le parole di Mattia Fooladi, portavoce del Movimento per la Casa: “Il sindaco ha fatto campagna elettorale sugli sfrattati e ora il suo segretario esegue gli sfratti: noi abbiamo l’obbligo sociale di aiutare concretamente la gente e l’obbligo politico di resistere alle banche e ai politici che hanno creato la crisi dall’alto, la casa era, resta e sarà un diritto per tutti. Inoltre, punto il dito anche contro le grandi proprietà immobiliari che con la crisi si arricchiscono: prendono soldi pubblici fino a che riescono ma alla comunità non restituiscono niente, preferendo lasciare palazzi interi vuoti piuttosto che abitati da famiglie in difficoltà. Come associazione, noi cerchiamo di aiutare queste persone essendo presenti alle notifiche di sfratto per opporci in maniera pacifica, a volto scoperto, anche per distinguerci dal “racket delle case”, un fenomeno diffuso nelle grandi città che la crisi ha portato anche ad Alessandria. Persone che per qualche centinaio di euro sfondano le porte degli appartamenti sfitti e favoriscono l’occupazione per un lucro personale. Noi, invece, dichiariamo pubblicamente le nostre azioni future: saremo in via Romera il 25 febbraio e l’11 marzo, e in via del Ferraio il 2 aprile, entrambe a Spinetta”.
Chi fosse interessato ad una consulenza sullo spinoso tema della casa può recarsi al Laboratorio Sociale di via Piave 65 il martedì dalle 18 alle 22.

Nicholas Capra

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