La Solvay si discolpa

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In diretta continuità con la precedente seduta della Commissione Sicurezza e Ambiente (di cui abbiamo parlato nello scorso numero), si è tenuta un’assemblea congiunta del Comune e della Provincia di Alessandria sullo stato dell’arte della messa in sicurezza operativa del polo chimico di Spinetta Marengo. In quest’occasione la protagonista è stata la grande assente del previo incontro, cioè la Solvay Solexis. L’ingegner Stefano Bigini, direttore dello stabilimento, ha esposto la versione dell’azienda su una vicenda molto delicata, oggetto di un procedimento penale in corso. “Non c’è sviluppo economico incompatibile con il rispetto dell’ambiente e la salute di cittadini e operai”, ha così esordito l’ing. Bigini. Nella sua relazione, egli ha sottolineato il ruolo della Solvay nell’opera di risanamento dell’area e ha evidenziato alcuni degli interventi sin qui messi in atto. Innanzitutto, Bigini ha citato la grande quantità di dati trasmessa agli enti di controllo ogni due mesi, per un totale annuale di 22.000 analisi. Esse sono state condotte da un laboratorio certificato di Torino. Poi, il direttore ha parlato dei progetti per la messa in sicurezza della falda, tra cui è compresa la creazione della barriera idraulica. Grazie a quest’ultima, ha detto Bigini, “le concentrazioni di solventi clorurati sono in netta diminuzione”, nello stabilimento come nell’area dell’ex zuccherificio. Nelle zone più critiche ci sono pompaggi specifici e punti di estrazione del vapore dal suolo, strutture che hanno portato, per esempio, a una riduzione dei solventi pari al 90% in area Algofrene. Per il 2014 la Solvay prevede l’installazione di nuovi pozzi e la messa in sicurezza dell’area “Monte Pannelli”. Un’iniziativa simile è stata portata a compimento (manca, tuttavia, ancora l’ufficializzazione da parte degli enti preposti) nelle discariche C1 e C2.

Stefano Summa

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