La crisi abitativa è ancora da risolvere

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Occupati alcuni immobili della Provincia in Corso Acqui 289. Dodici famiglie, straniere e italiane, hanno trovato un tetto di fortuna

Rimpallo di responsabilità a suon di comunicati stampa tra Comune e rappresentanti del Movimento per la Casa

Il Movimento per la casa torna nuovamente in azione, occupando le palazzine di proprietà della Provincia in Corso Acqui 289, nel pomeriggio del 24 Maggio. Già da tempo i rappresentanti del Movimento per la casa cercano di ovviare all’emergenza abitativa che ha colpito molte famiglie e, dopo l’ennesima richiesta d’aiuto non considerata da Comune ed associazioni, hanno deciso di introdurre all’interno degli alloggi in Corso Acqui 12 famiglie, sia straniere che italiane, forzando il cancello automatico carraio e altri due cancelli pedonali. Il geometra Gianclaudio Panizza, responsabile del reparto viabilità della Provincia, i cui uffici e magazzini sono proprio di fianco alle palazzine occupate, ha assicurato che per ora gli occupanti non hanno interferito in alcun modo nelle loro operazioni di lavoro e movimentazione con i mezzi, per i quali debbono usufruire del cancello carraio, il quale continuerà in qualsiasi caso a rimanere esclusivamente sotto il controllo del reparto viabilità. Bisogna in ogni caso considerare come la presenza di civili, soprattutto bambini, all’interno dell’area di lavoro possa mettere a rischio le operazioni di lavoro e la sicurezza, per questo motivo tutta la zona relativa ai magazzini e gli uffici è stata transennata.
Il geom. Panizza precisa, inoltre, che lo stabile, pur non essendo abitato da soli sei mesi, non era assolutamente abbandonato, poiché gli uffici sono in attivo 6 giorni su 7 e viene fatta una frequente manutenzione dell’intera zona. Inoltre, all’interno delle palazzine erano conservati alcuni archivi con tanto di documenti sensibili.
Per ora né il Comune, né la Provincia o le associazioni interessate hanno dato indicazioni riguardo il da farsi, mentre continuano le diatribe a suon di comunicati stampa tra il Comune e i rappresentanti del Movimento per la casa, prima con la dichiarazione diffusa dall’assessore alle politiche sociali Mauro Cattaneo di un progetto futuro per la palazzina occupata, secondo il quale gli appartamenti sarebbero stati al più presto affidati alla Comunità San Benedetto al Porto e alla Cooperativa Coompany& ed utilizzati come riparo temporaneo per le famiglie regolarmente iscritte alle liste Atc, in seguito con la risposta del Movimento per la casa, il quale ha dichiarato di non essere a conoscenza del presunto progetto, né di aver visto alcun documento che lo attesti.

Federica Riccardi

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