I soliti tagli all’istruzione

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Quando un cittadino si distingue, allora egli sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa a merito”.

Parte “dal discorso agli Ateniesi” (Pericle 461 a.C.) la lettera che ci è pervenuta in redazione da parte delle mamme della “Scuola Bella” molto arrabbiate per le ultime decisioni prese dal Comune di Acqui in ambito scolastico “Benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, tutti qui siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia”.

Un discorso che si riferisce ad “un’amministrazione che ha negato ogni possibilità di confronto aperto su di un tema di grande interesse comune, ovvero quello della scuola”. Parole forti dei genitori di una scuola che sarà accorpata ad altri istituti.

Ora si cerca di fare luce sulla vicenda ed i rappresentati scolastici si chiedono:

  • quali sono le ragioni dell’Amministrazione Comunale che hanno portato all’emanazione della Delibera di giunta del 12.11.12, sia in termini di ricadute didattiche, sia in termini di convenienza economica nel breve, medio e lungo periodo?
  • Perché decidere in tempi ristretti senza una concertazione locale ed in una fase di riorganizzazione territoriale ed una legislazione in divenire?
  • Qual è il risparmio effettivo a seguito dell’accorpamento, in termini di bilancio e risorse umane?
  • Quali i costi ulteriori per i cittadini acquesi per riadattare le ennesime sedi provvisorie di fortuna?
  • Quale politica a lungo termine dell’Amministrazione per l’edilizia scolastica?
  • Dove saranno sistemati i nostri figli?
  • In una scuola omnicomprensiva che è priva di giardino, mensa, palestra, parcheggio ecc., quale futuro per le eccellenze della scuola (musica, teatro, sport, lingue straniere)? La risposta è un pulmino?
  • Come mantenere il livello di competitività dell’offerta formativa territoriale di Acqui, rispetto ad altri Comuni che così tenacemente stanno difendendo le loro scuole?

“Si chiedeva di posticipare la delibera di Giunta del 12.11.12 alla luce del testo approvato il 22.11.12 dalla Legge di Stabilità (che supera il vincolo numerico delle Istituzioni Scolastiche sottodimensionate) che demanda l’individuazione delle Istituzioni Scolastiche con sede di dirigenza scolastica, all’accordo tra M.I.U.R. e le Regioni in sede di conferenza unificata di cui all’art.8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis come modificati dalla legge n°183 del 2011 e di istituire un tavolo di lavoro composto da operatori dei vari ordini di scuola. Nulla è stato preso in considerazione…perchè?” conclude la lettera.

La Legge risponde

Questa la risposta burocratica, secondo legge, alle mamme della scuola media “Bella” e relativi accorpamenti al 1° ed al 2° Circoli Scolastici Acquesi: il Comune ha semplicemente applicato la legge 111/2011.

Una norma che prevedeva la soppressione delle autonomie delle direzioni didattiche e delle scuole medie per trasformarle in Istituti comprensivi.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 19 comma 4 del Decreto legge convertito in Legge n. 111/2011, la Regione Piemonte ha emanato un nuovo atto di indirizzo, precisando di voler procedere con l’istituzione di Istituti comprensivi e che essi dovevano essere costituiti in modo che, a livello provinciale, la media degli iscritti risultasse tendente a mille per Istituto, cifra abbassata a 900 alunni nella bozza di intesa della conferenza Stato-Regioni dell’11 ottobre 2012 ribadendo peraltro l’istituzione degli Istituti comprensivi.

“Ci siamo adeguati applicando quanto richiesto” sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione, Fiorenza Salamano: ad Acqui l’unica soluzione possibile è stata l’istituzione di due Istituti Scolastici “comprensivi”.

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