I redditi alessandrini, i più bassi del Piemonte

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I dati confermano la sofferenza vissuta soprattutto dai comparti come le piccole e medie imprese. Tengono i professionisti

Nella provincia il comune più ricco è Gavazzana, se la passano peggio invece gli abitanti di Alice Bel Colle

Gli alessandrini sono i piemontesi con il reddito inferiore. È quanto emerso dall’ultimo rapporto della Uil di Alessandria che ha elaborato i dati rilasciati dal Ministero dell’Economia, mappando la situazione economia dei vari Comuni italiani. Secondo il Ministero, il reddito medio in Provincia di Alessandria è di 18.668 euro, in linea con il dato nazionale, per il quale si tiene conto anche delle regioni meridionali da sempre meno produttive, ma al di sotto dei 19.545 euro della media piemontese.
Il dato più sintomatico della situazione di crisi economica però, riguarda il reddito medio di imprenditori, commercianti e artigiani, i quali dichiarano in media 18.851 euro, contro i 21.187 incassati dai lavoratori dipendenti. Ciò a dimostrazione del fatto che le piccole e medie imprese, che storicamente costituiscono il tessuto economico italiano, sono in una condizione di forte difficoltà, come chi vive di rendite finanziarie o immobiliari: 15.613 euro dichiarati. Meglio invece i liberi professionisti come avvocati, medici, farmacisti e notai, i quali dichiarano una media di 37.476 euro annui. Fanalino di coda i pensionati con i loro 15.626 euro.
Per quanto riguarda la distribuzione dei redditi all’interno della Provincia, il Comune con il reddito pro capite più alto risulta Gavazzana: 26.422 euro. A seguire Pietra Marazzi (22.811) e Terruggia (22.317 euro). Se la passano peggio invece i cittadini di Alice Bel Colle (12.854 euro), Carrega Ligure (13.357 euro) e Ricaldone (13.820).
Tra i centri zona, i redditi più consistenti si trovano a Tortona (21.168 euro), seguita da Alessandria (19.801 euro), Novi Ligure (19.618 euro), Casale Monferrato (18.890 euro), Acqui Terme (18.466 euro), e l’oramai ex città dell’oro Valenza (16.964 euro).
Analizzando in maniera più ampia la situazione economica, si può notare come l’Italia abbia perso negli ultimi quindici anni il 3% del proprio Pil, in controtendenza rispetto a molti paesi dell’Eurozona. Hanno fatto peggio solamente Spagna, Portogallo e Grecia, quest’ultima molto vicina ad abbandonare l’Euro in quanto non riesce a trovare un accordo per rinegoziare il debito.

Marcello Rossi

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