Essere professore in quest’epoca

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Intervista a Michele Maranzana del Liceo Saluzzo Plana, un docente-regista, lievito per la crescita delle menti

“La mia scuola è il tempo e lo spazio per pensare insieme. È crescente l’analfabetismo emotivo”

professor-maranzanaUna liceale che dice “il mio professore di filosofia è una persona fantastica, ti fa amare lo studio” meraviglia e soprattutto incuriosisce a tal punto da volerlo conoscere. Michele Maranzana è insegnante da 25 anni, e si capisce subito perché quell’adolescente sia così entusiasta: sa ascoltare, ha a cuore i suoi studenti e trasmette una passione infinita per quello che fa.
Oggi, essere professori di scuola cosa significa?
Con tutte le rivoluzioni e riforme che la scuola ha subito negli anni, bisogna essere un professionista a tutto tondo, esperto della propria materia d’insegnamento ma anche capace di reperire finanziamenti, di gestire la tecnologia ed essere psicologo.

E la scuola 2.0?
Una splendida etichetta, che richiede un atto di fede se ad essa si pensa di trasferire la didattica. Siamo in un contesto di feticismo informatico, come se la tecnologia potesse essere il rimedio di tutti i mali.

Qual è il rischio?
La formazione umanistica mette al centro l’essere umano e l’averla relegata ad un ruolo secondario ha creato un danno sociale che sarà ancora più grave fra qualche decennio; è crescente l’analfabetismo emotivo, vi è un’evidente difficoltà ad elaborare e rielaborare pensieri e sentimenti. Non ci sono più i contesti per farlo, lo spazio e il tempo per le sfumature, la rielaborazione dei sentimenti e le emozioni smussate.

E la famiglia non dovrebbe essere proprio questo “dove”?
È un problema di comunicazione, gli adulti si sono persi un tempo e parlano un linguaggio diverso dai loro figli. La formazione è sfuggita agli adulti ed è stata demandata alla tecnologia fuori controllo, mentre i ragazzi hanno un gran bisogno di relazione e mostrano una fragilità che non ha mai avuto eguali. Ciò dipende dalla crisi epocale degli adulti, non dai ragazzi.

Qual è il suo modello di scuola?
La mia scuola è il tempo e lo spazio per pensare insieme.

Questa risposta conferma quanto avevamo intuito del professor Maranzana del liceo Saluzzo-Plana: un buon insegnante che non cambierebbe la sua professione con nessun’altra, che intende essere docente come il lievito che fa crescere la mente dei giovani, il professore-regista che guida e rende protagonisti i suoi studenti nella scuola della vita.

Fausta Dal Monte

 

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