E il Cociv continua a scavare

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Iniziata la bonifica bellica alla Cascina Romanellotta di Pozzolo Formigaro. Proseguono le discussioni sul protocollo amianto e le potenziali infiltrazioni mafiose

Le smentite delle ditte appaltatrici su quanto emerso dalle indagini delle varie Procure

Mentre il Cociv continua a scavare al cantiere di Voltaggio, cominciando anche i lavori di bonifica bellica alla Cascina Romanellotta di Pozzolo Formigaro, tengono banco le discussioni sul protocollo amianto e sulle potenziali infiltrazioni mafiose nei cantieri del Terzo Valico. Alle parole dell’ARPA Piemonte, secondo cui a Voltaggio ci si sta muovendo senza l’applicazione del protocollo amianto (non ancora approvato), il Cociv ha replicato affermando che se ne sta seguendo una forma “provvisoria”, in attesa delle integrazioni dei tavoli tecnici regionali.
Il general contractor si fa forte della delibera del 2 agosto del Ministero dell’Ambiente, che ha dato l’avvio ai primi lavori. Questo punto è stato fortemente contestato da Gianni Repetto (Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente), secondo il quale la succitata delibera invita a seguire il protocollo e non ne costituisce una forma transitoria. Perché il protocollo non è stato ancora presentato? Una ragione è stata identificata nel mancato coinvolgimento dell’ASL e del Centro Amianto di Casale al tavolo della Regione Piemonte sul rischio amianto, aspetto reso noto solo verso la fine dell’anno. L’incontro pubblico svoltosi a Carrosio sabato 8 febbraio avrebbe dovuto essere risolutivo. In esso, infatti, alla presenza di tecnici regionali, dell’Arpa e di RFI, oltre ai sindaci di Carrosio, Voltaggio e Fraconalto, si doveva ufficializzare la relazione definitiva del tanto atteso protocollo.
Ciò non è avvenuto poiché il documento deve ricevere ancora l’ok dell’Osservatorio Ambientale. Intanto, una serie d’inchieste condotte dal sito NoTavTerzoValico.info e dal comitato di Tortona ha acceso la luce sul sospetto d’infiltrazioni negli appalti della grande opera. In un primo post, il sito ha rivelato che una delle due aziende proprietarie della Cascina Montermerla (Tortona) è l’Euroter s.r.l. La ditta è di proprietà di Giuliana Bettarello, legata a Francesco Ruberto, con il quale è in società nella TR Inerti s.r.l. Francesco Ruberto è proprietario anche dell’Idrotecnica, recentemente sospesa per infiltrazioni mafiose assieme alla Ruberto s.r.l., intestata a Daniele Ruberto. La particolarità di queste aziende è che tutte operano nel settore della movimentazione terra e che hanno lo stesso indirizzo (Piazza Ester Mietta, 4 a Tortona). In seguito, è stato segnalato che la Lande s.r.l., presente nel sito di Libarna, ha avuto problemi con la giustizia sia nella sua attuale incarnazione sia quando si chiamava Giardini e Paesaggi s.a.s.
Entrambe le ditte sono di proprietà di Marco Cascella. In un rapporto dei ROS, la Giardini e Paesaggi risulta aver fatto parte di un consorzio di aziende, chiamato Stabile Novus, che si è aggiudicato un appalto per il G8 de L’Aquila. I carabinieri annotano che l’amministratore del consorzio è Mario Buffardi, ma che il regista occulto è Antonio Di Nardo, che ha fatto affari con Carmine Diana, legato a Francesco Bidognetti del clan dei Casalesi. La Lande è stata denunciata dalla Procura di Salerno per reati ambientali nell’ambito d’indagini sui lavori nell’Oasi Ferrarelle di Riardo. Il Cociv ha risposto alle accuse asserendo che il Protocollo di Legalità, siglato con RFI e le prefetture di Alessandria e Genova, gli impone di verificare i requisiti antimafia di tutte le aziende con cui instaura rapporti commerciali. Per quanto riguarda la Montemerla, ha smentito di aver intrattenuto contatti con le ditte soggette a interdizione antimafia, mentre ha ricordato che la Lande s.r.l. ha ottenuto una regolare certificazione antimafia.

Stefano Summa

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