Discariche a cielo aperto

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Piazzole di sosta e scarpate trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto. Questo è lo strano scenario presente da diversi mesi e denunciato da alcuni sindaci del territorio dell’acquese, in alcune e precise zone lungo alcune stradi provinciali, ove persone incivili abbandonano molti materiali: dai materassi ai piccoli elettrodomestici, ai mobili. “È una vergogna – esclama il sindaco di Terzo Grillo – visto che abbiamo investito molto per rendere graziosi i nostri paesi”. Ed in effetti, con il riconoscimento dell’Unesco di alcuni di questi territori limitrofi alle “core zone” vitivinicole da pochi mesi patrimoni dell’umanità, alcune località sono diventate delle discariche lasciando all’umanità solo dei gran rifiuti. “Proviamo in tutti i modi a contenere il fenomeno -sottolinea il sindaco di Morsasco, Luigi Barbero – anche grazie alla collaborazione dell’Econet”. Evidentemente non bastano i controlli della polizia e l’intervento di ogni singolo comune che lamenta, inoltre, lo scarso intervento della Provincia con risorse insufficienti per combattere il fenomeno. L’unica soluzione è rispettare l’ambiente conferendo i rifiuti nelle discariche individuate nei vari comuni da parte dei privati mentre alle aziende si ricordano i centri di raccolta ad Alessandria o a Novi Ligure. Intanto che nell’acquese si cercano la discariche abusive è ancora in sospeso la questione di quella “semi-riconosciuta” a Sezzadio. Mentre sono in pieno svolgimento le udienze di fronte al Tar Piemonte che porteranno, fra un paio di mesi, alla decisione definitiva circa il ricorso della ditta Riccoboni contro il ‘no’ espresso alla Conferenza dei Servizi sul progetto di discarica riguardante il territorio in località, tornano ad agitarsi le acque della politica locale e la Provincia di Alessandria auspica una conclusione della vicenda positiva per l’azienda. Una mossa che non è piaciuta alla comunità locale che ha espresso sfiducia al Presidente della Provincia.

GG

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