Ciclisti in tangenziale

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Sulle vie ad alto scorrimento rappresentano un pericolo per tutti

La circolazione sarebbe interdetta ai veicoli inferiori ai 125 cc

Non si tratta di una vera emergenza, ma con l’arrivo della primavera è sicuramente aumentato il numero dei ciclisti – amatori e professionisti – sulle strade dell’alessandrino, terra che da sempre ama il mondo delle due ruote. Si tratta di un dato confortante, visto che la zona del Basso Monferrato viene spesso accusata di inquinamento da “maglia nera” per le troppe auto e le industrie locali. E allora non c’è niente di meglio che una pedalata in compagnia, soprattutto se fatta in sicurezza.
Proprio così, visto che negli ultimi tempi sono aumentati i ciclisti che si cimentano in arditi passaggi sulla strada provinciale che collega Acqui Terme e il suo territorio con Alessandria. Proprio all’ingresso del capoluogo, il transito alle biciclette – e ad alcuni mezzi agricoli e ai motocicli inferiori ai 125 cc – è interdetto per motivi di sicurezza, come accade in ogni tangenziale e autostrada, dove il limite di velocità risulta superiore rispetto ai 50 km/h dei centri città. Occorrerebbe quindi uscire dalla strada provinciale prima dell’ingresso in Alessandria, per evitare problemi alla circolazione. Altrimenti si rischia di incappare in un comportamento ben lontano del “decalogo” promosso da “Salva i Ciclisti”, il movimento nazionale che si è venuto a creare per avere città più vivibili e a misura di bicicletta. Un ideale pressoché identico a quello del Giro d’Italia, che poco più di dodici mesi fa transitò proprio sulla “tangenziale” di Alessandria, con polemiche, per le condizioni dell’asfalto in centro città.

 

Luca Piana

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