“Chiuso per sempre” – Non basta la fantasia e l’innovazione contro la grande distribuzione

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L’accusa: nessun aiuto da parte delle istituzioni cittadine. Mary Isabel, italo-venezuelana ha un sorriso grande ma le braccia incrociate e lo sguardo rivolto verso la scogliera contro cui si è infranto il suo sogno: un negozietto piccolo piccolo ma pieno di colori e dello style riconducibile ai negozi di Camden Town o alle strasse berlinesi. La incontro nel suo negozio, e con insistenza ripete “Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace”- chiunque nelle sue condizioni sarebbe arrabbiato, lei invece è delusa e addolorata, “I commercianti del centro città sono poco supportati dalle istituzioni di categoria, non viene quasi mai incentivato lo shopping in quanto viene dato per scontato che il centro storico lavori, ma non è così! Basterebbe poco, come giornate di parcheggio gratuito o a prezzo modico lungo gli spalti e in Piazza Libertà, oppure eventi musicali o culturali che attirino persone da fuori, non siamo una città turistica però con questa politica attendista si reprime la libera iniziativa.

La città è demoralizzata e le piccole realtà vengono fagocitate dai centri commerciali e dalla grande distribuzione, di questo passo il centro perderà le proprie peculiarità e verrà invaso da negozi dozzinali, merce scadente a prezzi modici, spesso d’importazione. È assurdo come il made in Italy venga apprezzato praticamente solo all’estero”. Parole sante quelle della sconsolata Mary Isabel che conclude citando Albert Einstein: “Una mente che si apre ad altri orizzonti, mai più tornerà alla sua dimensione originale” conclude ironica. Finale agrodolce di una cliente del negozio, che coglie il momento per dire la sua: “Non sappiamo apprezzare quello che abbiamo”.

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