Brevi Alessandria

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UFFICIO POSTALE CANTALUPO

orarioÈ una situazione indescrivibile quella che costringe gli abitanti di un orgoglioso sobborgo cittadino, Cantalupo, a lunghissime code per accedere allo sportello delle Poste Italiane: sì, perché in un paese in crescita demografica viene aperto l’ufficio postale solo tre mattine a settimana.
Il martedì, il giovedì ed il sabato l’ufficio viene letteralmente assediato dalla popolazione, costringendo l’impiegata, Lorena, agli straordinari per rispetto ai suoi compaesani e per etica del lavoro: spesso lascia lo sportello ore dopo l’effettivo orario di chiusura perché rendendosi conto della situazione non se la sente di negare un servizio alla comunità.
Inoltre l’ufficio postale è situato sulla via principale del paese e durante i giorni di apertura non è raro assistere ad una restrizione della carreggiata causata dalla sosta di numerose auto parcheggiate dai clienti delle poste, costretti dalle attese bibliche ad abbandonare i mezzi in posizioni di fortuna.
Perché un ente come le Poste, che sul suo sito millanta “capillarità sul territorio” un organico di “ 150mila dipendenti” e “vocazione a cogliere le esigenze della clientela” non apre un giorno in più, in quel di Cantalupo?

N.C.

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CAMPO SPORTIVO CANTALUPO

CAMPO-CANTALUPOLa storia e l’identità di un luogo passano attraverso i suoi protagonisti, ma se dopo la dipartita, i protagonisti vengono cancellati si fa presto a dimenticare anche il passato. A Cantalupo, nel dopoguerra, alcuni giovani volenterosi s’impegnarono per realizzare un campo di calcio: ovvero l’opera più grandiosa che un paese possa desiderare; un rettangolo verde attorno al quale far ruotare gli equilibri di una comunità, crescendo insieme all’erba, intrecciando i destini come maglie di una rete.
Oltre al campo venne anche realizzata una casetta in legno, per ospitare le feste del dopo partita, quando si posava il pallone e s’impugnavano forchetta e coltello, alzando i bicchieri per mille di quei giorni.
Il campo principale di Cantalupo è intitolato alla memoria di Carlo Arlanti, partigiano caduto durante la resistenza al nazifascismo degli anni Quaranta, mentre il campetto secondario è dedicato a Mario Bruno, detto Majèn, artefice di buona parte delle migliorie della struttura.
La targa con il nome di Mario è ancora nelle mani della vedova, Vanda, che desidera solo di vedere appeso il nome di suo marito in memoria di quei pomeriggi spesi per il divertimento delle generazioni future, targa commemorativa che il Comune per ora ha ignorato.

N.C.

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CIRCOLO “SU NURAGHE”

Foto-'Su-Nuraghe'---1Com’era successo anche ad Alessandria nel 1994, dopo i primi giorni dell’alluvione in Sardegna i vari media hanno dedicato all’argomento moltissimo spazio, salvo poi riservarne sempre meno.
L’emergenza però rimane, visto che nel frattempo non è stato ancora possibile calcolare esattamente quanto grave sia stato il danno anche solo economicamente. In città esiste un circolo sardo chiamato Su Nuraghe, dove i vari soci si sono subito attivati dopo aver appreso le drammatiche notizie provenienti dall’isola: “Abbiamo organizzato dei turni per raccogliere vestiti e coperte, spedendo 4 container a Villacidro e San Gavino Monreale. Poi abbiamo organizzato varie collette per acquistare medicine, generi alimentari ed elettrodomestici, affinché giù possano lavarsi da soli i pochi vestiti rimasti o quelli arrivati da tutta Italia”.
Inevitabile anche il riferimento a Scotto, il giocatore sardo arrivato quest’anno ad Alessandria: “Dopo gli allenamenti fa sempre un salto qui, facendoci grande piacere. La sua zona, Sassari, non è stata particolarmente colpita, ma resta sempre in stretto contatto con parenti ed amici. L’Alessandria Calcio ci ha mandato tanto materiale e anche economicamente ci ha dato una grossa mano, organizzando collette e raccolta fondi, così come altri gruppi di tifosi come l’Associazione Orgoglio Grigio. L’intera città si è fatta davvero sentire: siamo veramente grati a tutti per questa partecipazione”.

G.Z.

 

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