Autismo in convegno

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Evento di “Alleanze per l’Autismo”  per sensibilizzare su un tema ancora oscuro

Obiettivo: l’integrazione scolastica in età evolutiva

Nel corso dei suoi 10 anni di vita, l’associazione “Alleanze per l’Autismo” ha organizzato eventi per sensibilizzare quante più persone possibile al tema dell’autismo, affrontandone le varie sfaccettature che lo rendono ancora un disturbo oscuro a molti.
Nel convegno “Disturbi dello Spettro Autistico. Buone Prassi per l’Integrazione Scolastica dei soggetti in età evolutiva” si sono descritti gli obiettivi programmatici e l’argomento della giornata, focalizzato sulle esperienze d’integrazione di soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico in scuole di vario grado.
Il direttore della Struttura Operativa Complessa dell’Ospedale “Cesare Arrigo” di Alessandria, dr. Maurizio Cremonte, ha polemizzato su alcuni punti critici del modo in cui in Italia si tratta questo genere di disabilità (a fronte di buone norme, infatti, si vede una carente applicazione delle stesse e una forte riduzione dei fondi a disposizione).
Si parla di “situazione comportamentale a eziologia sconosciuta, causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato”. Secondo dati recenti, 2,5 casi su 1000 sono affetti da autismo, 9 su 1000 da disturbi dello spettro autistico.
Per rendere l’idea, basti sapere che il diabete di tipo I si riscontra in 0,4 casi su 1000 e la sindrome di Down in 1 su 1000.
L’aumento dei casi accertati avvenuto negli ultimi 30 anni non deve far pensare a un’epidemia quanto piuttosto alle conseguenze di una maggior capacità di effettuare diagnosi precoci e di individuare sempre più disturbi correlati.
Il dott. Cremonte ha consigliato, in caso di comportamenti sospetti, di rivolgersi sempre al pediatra, il quale poi dovrà, in caso di diagnosi non negativa, allacciare un filo comunicativo costante con i genitori e gli insegnanti. In seguito, Francesca Brunero e Clea Terzuolo, psicologa ed educatrice del Centro Autismo e Sindrome di Asperger ASL 1 Mondovì Cuneo, hanno parlato della loro esperienza nel piccolo centro piemontese, nel quale hanno ideato rispettivamente un progetto atto a integrare Internet e le nuove tecnologie per realizzare un progetto abilitativo condiviso e un piano di lavoro in grado di integrare l’attività svolta in laboratorio con quella scolastica e casalinga.
Si è parlato del percorso scolastico di Pietro, del quale si è analizzata ogni sua tappa attraverso i ricordi degli insegnanti Patrizia Farello e Anna Romano (scuola dell’infanzia), Cristina Ferrarino (elementari) e Gian Luigi Braggio (medie).
Più volte si è posto l’accento sull’importanza dei genitori e dei compagni di classe nella condivisione delle attività svolte da Pietro. Il concetto è stato ribadito anche dagli interventi di Paola Lupano e Maria Elena Malaspina, le quali, occupandosi rispettivamente di Nicolò alla scuola dell’infanzia e di Lorenzo al liceo, hanno spiegato come, attraverso programmi di lavoro individualizzati, i ragazzi abbiano migliorato le proprie capacità cognitive e il grado di autonomia.

Stefano Summa

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