ATM: tariffe alle stelle

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Aumenti del 320% per le famiglie alessandrine e gli studenti

Il rincaro potrebbe significare un utilizzo delle auto e il conseguente incremento dell’inquinamento ambientale

Con una delibera approvata il 10 ottobre, il Comune di Alessandria ha eliminato le agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico cittadino. Il costo dell’abbonamento Atm, in seguito a questa decisione, è aumentato del 320%; se prima infatti abbonarsi godendo dell’agevolazione costava 10 euro al mese, ora il prezzo pieno da pagare è di 42 euro.

Un aumento di 32 euro al mese che pesano sulle tasche di studenti e anziani che spesse volte hanno l’autobus come unico mezzo di trasporto. Viene da domandarsi: ma il Comune non aveva alternative? Va bene che l’Atm fa fatica a pagare gli stipendi ai dipendenti, che i mezzi rimangono spesso senza manutenzione e a volte addirittura senza benzina, ma non sarebbe stato meglio attuare altre mosse, come quella di incentivare il trasporto pubblico facendo spendere meno soldi a più persone, piuttosto che “spennare” i pochi che decideranno di continuare a prendere l’autobus dopo questa batosta? Se prima erano già in molti i viaggiatori senza biglietto, ora è facile che il loro numero sia aumentato considerevolmente, come sarà aumentata l’abilità di “dribblare” i controllori che parecchie volte, quando non hanno agenti in divisa che li coadiuvano, tornano in ufficio con multe che non verranno mai pagate.

A ciò bisogna aggiungere l’aumento del traffico stradale e il conseguente inquinamento, prodotto dai genitori che useranno il proprio mezzo per portare i figli a scuola. E gli anziani? Se non avranno nessuno che li potrà accompagnare, dovranno pagare la tariffa piena. A tutto ciò si aggiunge l’abolizione del servizio di “bike sharing”, che ad Alessandria contava circa 400 iscritti, a causa di un contenzioso tra Comune e Atm. Intanto, a pagare le conseguenze di dissesto e magagne burocratiche, sono sempre i cittadini.

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